Vuoi digitalizzare l’azienda, portare l’intelligenza artificiale in produzione o finanziare un progetto di ricerca collaborativa?
Da settembre 2026 si muovono in parallelo quattro strumenti agevolativi molto diversi tra loro: due dedicati all’internazionalizzazione delle imprese italiane (Simest), uno alla trasformazione tecnologica delle PMI del Mezzogiorno, uno alla ricerca industriale in rete. Platee, forme di aiuto e finestre temporali cambiano radicalmente da una misura all’altra. Ecco la mappa per orientarti.
Tutti e quattro gli strumenti condividono un requisito d’ingresso: almeno due bilanci approvati (o due dichiarazioni dei redditi, per le imprese individuali e le società di persone). Sono strumenti pensati per realtà già operative, con una storia societaria alle spalle — non per aziende in fase di costituzione.
Le 4 misure a confronto
| Misura | A chi si rivolge | Tipo di agevolazione | Importo max | Apertura domande |
| Transizione Digitale/Ecologica (Simest) | Imprese di ogni dimensione con 2 bilanci approvati, vocazione export | Finanziamento + fondo perduto | Fino a 5 mln € | Sportello attivo |
| Focus AI (Simest) | Imprese di ogni dimensione con 2 bilanci approvati, vocazione export | Finanziamento + fondo perduto | Fino a 5 mln € | Dal 21 set 2026 |
| Investimenti Sostenibili 4.0 | PMI del Mezzogiorno | Contributo + finanziamento a tasso 0% | Fino a 5 mln € di spesa | Invio dal 6 ott 2026 |
| Scoperta Industriale 2 | Imprese + Centri di ricerca (Mezzogiorno) | Finanziamento + fondo perduto | Fino a 5 mln € di spesa | Sportello dal 7 ott 2026 |
Transizione Digitale ed Ecologica — il ponte Simest verso l’estero
Fondo 394/81 (Simest) · Finanziamento agevolato + fondo perduto dal 10% al 30%
Finanzia investimenti per la transizione digitale e/o ecologica, oltre a un rafforzamento patrimoniale — anche tramite aumenti di capitale o finanziamenti soci verso controllate. Almeno il 50% dell’importo va su digitale/ecologico; il resto, fino al 50% (elevabile fino al 90% per le situazioni più critiche), può finanziare la solidità patrimoniale del gruppo. L’intervento massimo è il minore tra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e un tetto per fascia dimensionale: 500.000 € per le micro imprese, 2.500.000 € per PMI e PMI innovative, 5.000.000 € per le altre imprese.
Il fondo perduto base è del 10% (fino a 100.000 €), ma sale al 20% (fino a 200.000 €) per le imprese energivore o in efficientamento energetico che presentano domanda entro il 31.12.2026, e al 30% (sempre fino a 200.000 €) per chi ha subito un aumento dei costi energetici o un calo di fatturato legato al conflitto nel Golfo Persico.
Quando: per questa versione generale della misura la nostra sintesi non riporta un’apertura programmata: risulta uno strumento già operativo. Prima di muoverti, verifica con noi lo stato dello sportello e la disponibilità del plafond.
SIMEST con Focus AI
Plafond dedicato 200 mln € · Finanziamento agevolato (8 anni) + fondo perduto 10%
A chi serve: Stessa platea della misura generale — imprese di ogni dimensione con vocazione export, sede in Italia e almeno due bilanci depositati — ma con la possibilità di destinare l’intero contributo a progetti di intelligenza artificiale.
Copre l’intera filiera del progetto AI: infrastruttura di calcolo (cloud, GPU/TPU, storage), licenze di piattaforme AI, sviluppo e fine-tuning di modelli proprietari, acquisizione e preparazione dei dataset, personale specializzato (anche a tempo determinato), certificazioni come ISO/IEC 42001, compliance normativa (AI Act, GDPR) e consulenza strategica. Chi non vuole concentrare l’intero budget sull’IA può sempre ripiegare sul perimetro spese della misura generale di transizione digitale/ecologica.
Il plafond dedicato è di 200 milioni di euro. Rispetto alla misura generale, qui il finanziamento agevolato dura 8 anni invece di 6 (sempre con 2 anni di preammortamento), e l’erogazione parte con un anticipo più corposo: il 50% alla prima tranche, contro il 25% della misura ordinaria.
Quando: le domande si potranno inviare dal 21 settembre 2026, fino a esaurimento dei fondi dedicati. Con un plafond specifico e una platea potenzialmente molto ampia, conviene arrivare pronti fin dal primo giorno.
Investimenti Sostenibili 4.0 — la transizione tecnologica del Mezzogiorno
A chi serve: PMI regolarmente costituite e attive nel Registro delle Imprese, con due bilanci approvati e unità produttiva in una delle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia). Escluse alcune attività — estrazione del carbone, cantieristica navale, energia — e i progetti che arrecano danni significativi all’ambiente.
Finanzia programmi di investimento in macchinari, impianti e attrezzature nuovi orientati alla trasformazione tecnologica secondo il paradigma Transizione 4.0 (robotica avanzata, IoT, cloud, cybersecurity, big data, intelligenza artificiale, blockchain e altre tecnologie abilitanti), oppure investimenti a contenuto ambientale — processi produttivi sostenibili, economia circolare o efficienza energetica con risparmio di almeno il 5%. La spesa ammissibile va da un minimo di 750.000 € a un massimo di 5.000.000 €, e comunque non oltre il 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato.
La copertura arriva fino al 75% delle spese: 35% come contributo in conto impianti e 40% come finanziamento agevolato a tasso zero, rimborsabile in 7 anni con rate semestrali fisse (31 maggio e 30 novembre). Nessuna garanzia particolare richiesta, fermo il privilegio sui crediti in caso di ripetizione.
Quando: la compilazione della domanda si apre alle ore 10:00 del 10 settembre 2026; l’invio effettivo parte alle ore 10:00 del 6 ottobre 2026. Le quattro settimane intermedie sono il tempo per preparare tutto senza correre.
Scoperta Industriale 2 — ricerca collaborativa sulle tecnologie abilitanti
A chi serve: Imprese (comprese quelle artigiane e agro-industriali) e Centri di ricerca che realizzano il progetto in forma collaborativa: in rete con altri proponenti, oppure da sole come PMI, appoggiandosi a fornitori di ricerca esterni per almeno il 10% dei costi. Il progetto deve essere realizzato in una delle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno.
Cofinanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale costruiti attorno a sei tecnologie abilitanti fondamentali (KETs): materiali avanzati e nanotecnologia, fotonica e micro/nanoelettronica, sistemi avanzati di produzione, tecnologie delle scienze della vita, intelligenza artificiale, connessione e sicurezza digitale. I progetti devono valere tra 1 e 5 milioni di euro, durare da 18 a 36 mesi, e l’importo richiesto non può superare il 60% della media del fatturato degli ultimi due esercizi.
Il progetto è ammissibile in due forme alternative: in rete con al massimo tre soggetti proponenti — di cui almeno una PMI, ciascuno con almeno il 10% dei costi, tramite contratto di rete, consorzio o accordo di partenariato — oppure come PMI singola che si appoggia a fornitori di ricerca esterni per almeno il 10% dei costi complessivi.
Quando: le domande si potranno precompilare sulla piattaforma del Fondo per la crescita sostenibile a partire dal 24 settembre 2026; lo sportello per l’invio apre alle ore 10:00 del 7 ottobre 2026.
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Le informazioni sono aggiornate ad Agosto 2026 e si riferiscono a misure regionali soggette a decreti attuativi e graduatorie.

