L’Italia concentra oltre la metà degli ordini mondiali di grandi yacht e la Toscana ne rappresenta uno dei principali poli produttivi. Secondo i dati diffusi da Invest in Tuscany, la struttura della Regione Toscana dedicata all’attrazione degli investimenti, in occasione del press tour organizzato il 15 giugno 2026 a Viareggio, con tappe presso Navigo Tuscany Cluster, Overmarine Group e Rossinavi, il distretto nautico toscano rappresenta circa il 40% del mercato mondiale dei superyacht custom sopra i 30 metri.
Si tratta di una filiera costiera composta da circa 4.500 imprese, con 22.000 occupati e un fatturato annuo complessivo stimato in circa 4 miliardi di euro. Valori che non riguardano soltanto l’attività dei cantieri, ma un ecosistema articolato di fornitori, artigiani, professionisti, imprese tecnologiche e operatori specializzati.
Una posizione conquistata grazie a una filiera unica, fatta di cantieri, artigiani, fornitori, professionisti e competenze che, negli anni, hanno saputo trasformare un territorio in un punto di riferimento mondiale.
Ma questa leadership rischia di poggiare su basi sempre più fragili. I dati Deloitte (The State of the Art of the Global Yachting Market) mostrano che oggi chi acquista uno yacht sceglie prima di tutto in base all’innovazione nel design e nell’uso dell’imbarcazione, poi alle tecnologie intuitive di bordo, e solo dopo ai nuovi modelli di proprietà e utilizzo. Lo scafo e la motorizzazione, il cuore della maestria artigianale toscana, restano la base solida su cui si costruisce tutto il resto, ma da soli non bastano più a fare la differenza. Le migliori idee, oggi, nascono sempre più spesso fuori dai cantieri: nelle startup, nei laboratori universitari, nei centri di ricerca.
Per un cantiere o un fornitore, il rischio non è smettere di essere eccellenti: è continuare a esserlo su un terreno che, da solo, non basta più. Il vero vantaggio competitivo, oggi, sta nella capacità di intercettare l’innovazione che nasce altrove, valutarla e trasferirla rapidamente in azienda, prima che lo faccia un concorrente.
È in questo scenario che Navigo svolge da anni una funzione centrale di connessione e coordinamento dell’ecosistema nautico toscano.
Pietro Angelini, General Manager di Navigo, lo ha detto con chiarezza in una recente intervista a Il Tirreno: il settore resta protagonista quando sa «rimanere al passo con i tempi» attraverso un vero «lavoro di sistema» tra cantieri e fornitori. Navigo, ha aggiunto, «è uno snodo che consente a ogni area di dialogare con le altre». «La nostra vitalità è uno dei segreti che rendono il comparto un’eccellenza»: è il punto di partenza su cui costruire.
Navigo ha costruito nel tempo un ecosistema che mette in relazione imprese, università, centri di ricerca, istituzioni, investitori e startup, trasformando il dialogo tra questi soggetti in progetti di ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico, formazione e sviluppo industriale. La sua capacità di leggere i fabbisogni della filiera e di mettere in relazione competenze diverse ne fa un interlocutore centrale per chi intende contribuire in modo concreto alla competitività del settore.
Questo approccio trova una delle sue espressioni più evidenti in “Un Mare di Start-up”, iniziativa sviluppata nell’ambito della Tuscany Yachting Week, a Marina di Carrara, grazie alla collaborazione tra Navigo, Pierpaolo Vannucci Advisors e Carrarafiere. Dalla prima edizione del 2025 alla seconda, chiusa quest’anno a Seatec, l’iniziativa ha selezionato startup, spin-off universitari e progetti su transizione energetica, digitalizzazione, materiali avanzati e sostenibilità, mettendoli in contatto diretto con imprese e investitori della filiera attraverso pitch, incontri B2B e premi dedicati, dal Premio RINA per l’innovazione tecnologica al Premio Gianneschi per l’applicabilità industriale.
L’obiettivo condiviso non è organizzare un semplice evento, ma contribuire alla costruzione di un processo continuo di Open Innovation capace di trasformare le tecnologie emergenti in opportunità industriali per la filiera. “Un Mare di Start-up” rappresenta il momento pubblico e visibile di un percorso che può proseguire durante l’anno attraverso la raccolta dei fabbisogni tecnologici, lo scouting delle soluzioni, la valutazione della loro applicabilità e, nei casi più promettenti, l’avvio di sperimentazioni, proof of concept e progetti pilota.
Per Pierpaolo Vannucci Advisors, collaborare con Navigo significa poter mettere competenze specialistiche al servizio di un ecosistema già fortemente radicato nella filiera nautica. Vannucci Advisors contribuisce sui temi dell’innovazione d’impresa, della strutturazione societaria e della finanza per la crescita, affiancando Navigo e gli altri partner nelle fasi in cui tali competenze possono favorire il passaggio dall’incontro con una soluzione innovativa alla sua concreta valorizzazione industriale.
In questa prospettiva può trovare spazio anche P.R.A.T.O. Venture Labs, acceleratore territoriale co-fondato da Vannucci Advisors con una vocazione specifica per l’open innovation. Attraverso attività di scouting, accelerazione e affiancamento, il modello può offrire strumenti utili alle imprese e alle startup coinvolte, contribuendo alla definizione dei progetti, alla verifica della fattibilità e all’eventuale sperimentazione delle soluzioni.
Allo stesso modo, InnovInvest Club Deal può ampliare il confronto verso la rete dei business angels, mentre InnovInvest Venture Capital può accompagnare verso un investimento strutturato le opportunità più solide emerse dalle attività di scouting e selezione. Sono strumenti che, quando coerenti con le esigenze della filiera e con i percorsi promossi insieme a Navigo possono affiancare la finanza agevolata e le risorse delle imprese nel sostegno alle fasi di validazione e ai progetti pilota.
Nessuna azienda, da sola, ha oggi le risorse per presidiare tutta l’innovazione di cui ha bisogno: costerebbe troppo tempo, troppo capitale e troppo rischio farlo internamente. Il valore di un ecosistema come quello costruito attorno a Navigo sta proprio nel consentire alle imprese nautiche di accedere a tecnologie, competenze e capitali senza doverli sviluppare integralmente al proprio interno, collegando il mondo della produzione con la ricerca, la finanza e l’imprenditorialità innovativa.
Il modello trova conferma anche a livello internazionale. Nei Paesi Bassi, l’ecosistema di Brainport Eindhoven lo ha reso concreto attraverso la cosiddetta Triple Helix: imprese, centri di ricerca e istituzioni pubbliche che collaborano stabilmente, condividendo conoscenza, talenti e infrastrutture. È uno dei motivi per cui quella regione è oggi un riferimento tecnologico in Europa. La forza di questo modello risiede non soltanto nella capacità di mettere in contatto soggetti diversi, ma nella continuità della collaborazione e nella disponibilità di risorse e strumenti per trasformare la ricerca e le nuove tecnologie in applicazioni concrete.
La Toscana dispone già di una filiera industriale leader a livello mondiale. Il passo successivo è rendere stabile il collegamento tra fabbisogni delle imprese, ricerca, startup, investitori e competenze specialistiche: Navigo rappresenta il punto di riferimento naturale di questo percorso, e Pierpaolo Vannucci Advisors è orgogliosa di contribuirvi al suo fianco, mettendo a disposizione competenze, reti e strumenti finanziari insieme a P.R.A.T.O. Venture Labs, InnovInvest Club Deal, InnovInvest Venture Capital e agli altri attori coinvolti.
Per le aziende del settore, Navigo resta il punto di accesso stabile a questo sistema, mentre “Un Mare di Start-up” ne costituisce una delle principali occasioni di incontro e visibilità. La sfida ora è consolidare un’infrastruttura permanente dell’Open Innovation nautica, in cui Navigo continui a esercitare la propria funzione di connessione della filiera e partner come Vannucci Advisors possano trasformare competenze e relazioni in risultati concreti per le imprese.

