La detrazione IRPEF e IRES del 30% per gli investimenti in startup e PMI innovative non è più operativa dal 1° gennaio 2026, a causa della scadenza dell’autorizzazione europea sugli aiuti di Stato. Il risultato diretto è un crollo dei round Pre-Seed e Seed: nel primo trimestre 2026 il numero di operazioni si è dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2025, e i capitali investiti si sono ridotti di oltre il 68%.
Cos’è la detrazione del 30% per le startup innovative e perché è importante?
La detrazione ordinaria al 30%, disciplinata dall’articolo 29 del D.L. 179/2012, era lo strumento fiscale principale per chi investiva in startup e PMI innovative in Italia. Consentiva alle persone fisiche di detrarre dall’IRPEF il 30% dell’importo investito, fino a un massimo di 1 milione di euro per anno. I soggetti IRES (holding, family office, società operative) potevano dedurre dal reddito imponibile fino a 1.800.000 euro.
Era applicabile sia con investimento diretto sia tramite OICR o società veicolo, e riguardava tanto le startup innovative quanto le PMI innovative, senza distinzione di anzianità d’iscrizione.
Perché la detrazione del 30% non è più disponibile nel 2026?
L’agevolazione era classificata come aiuto di Stato soggetto ad autorizzazione della Commissione europea. L’autorizzazione è scaduta il 31 dicembre 2025. Il Governo italiano non ha notificato in tempo la richiesta di proroga alla Commissione e la Legge di Bilancio 2026 non ha introdotto alcun intervento sostitutivo. Dal 1° gennaio 2026 la misura non è quindi fruibile per i nuovi investimenti.
Cosa rimane nel 2026 per chi investe in startup innovative?
Nel 2026 resta operativa la detrazione al 65% in regime de minimis, introdotta dall’art. 29-bis del D.L. 179/2012. Si tratta però di uno strumento con perimetro più ristretto:
| Caratteristica | Detrazione 30% ordinaria | Detrazione 65% de minimis |
|---|---|---|
| Aliquota | 30% | 65% |
| Soggetti ammessi | Persone fisiche e soggetti IRES | Solo persone fisiche |
| Investimento massimo annuo | €1.000.000 per persone fisiche / €1.800.000 per soggetti IRES | €100.000 per persone fisiche |
| Startup ammesse | Startup e PMI innovative, senza limite di anzianità d’iscrizione | Solo startup innovative con massimo 3 anni di iscrizione |
| Limite de minimis aziendale | Nessuno | €300.000 nel triennio |
| Investimento tramite SPV/club deal | Ammesso | Non ammesso |
| Istanza preventiva MIMIT | Non richiesta | Obbligatoria prima dell’investimento |
| Status 2026 | Non operativa | Operativa |
Le PMI innovative si trovano nella posizione più penalizzata: dal 2026 non esiste alcun incentivo fiscale specifico per chi investe in questa categoria di imprese, né in regime ordinario né de minimis.
Quanto è crollato il mercato early stage italiano nel primo trimestre 2026?
I dati pubblicati da Italian Tech Alliance fotografano una frenata netta:
- Q1 2025: 60 round Pre-Seed e Seed per 99 milioni di euro — dimensione media 1,65 milioni per operazione
- Q1 2026: 31 round Pre-Seed e Seed per 31 milioni di euro — dimensione media 0,68 milioni per operazione
- Variazione: −48,3% nel numero dei deal; −68,7% nei capitali investiti
Il totale del Venture Capital italiano nel Q1 2026 si è mantenuto intorno a 367 milioni di euro su 53 round, ma la liquidità si è concentrata su operazioni più mature, lasciando scoperta la parte iniziale della filiera.
La detrazione del 65% de minimis può sostituire la detrazione del 30%?
L’aliquota più alta del 65% può far pensare a uno strumento più conveniente. Ma i due incentivi non sono equivalenti: operano su platee di investitori diverse, con logiche e vincoli diversi.
La detrazione ordinaria al 30% era uno strumento di sistema: accessibile alle persone giuridiche, applicabile tramite veicoli di investimento, senza tetto aziendale de minimis, valido per tutte le fasi di vita dell’impresa innovativa. Il 65% de minimis è uno strumento selettivo: riservato alle sole persone fisiche, non cumulabile con il 30%, limitato alle startup nei primi tre anni, bloccato per chi investe tramite club deal strutturati su SPV.
In sintesi: la detrazione al 30% attivava una platea ampia di investitori istituzionali e semi-istituzionali. La detrazione al 65% ne raggiunge solo una parte, quella dei business angel persone fisiche con capienza IRPEF adeguata.
Quali sono i rischi per l’ecosistema italiano se il 30% non viene ripristinato?
Il rischio principale non è nei dati del 2026, ma in quelli del 2028 e 2029.
La pipeline del Venture Capital si costruisce per stadi: le startup che non raccolgono capitale Pre-Seed e Seed oggi non saranno pronte per i round di Serie A nei prossimi due o tre anni. Se la base della filiera si restringe, l’intero ecosistema ne risente con un ritardo che può diventare strutturale.
Come ha dichiarato Giorgio Ciron, direttore di InnovUp: “Quando si riducono Seed e Pre-seed, si riduce l’ossigeno che alimenta l’intera filiera dell’innovazione nei prossimi anni.”
Un secondo rischio riguarda la competitività geografica. In un mercato dove founder, capitali e competenze si muovono liberamente, l’Italia che offre regole meno prevedibili degli altri ecosistemi europei rischia di perdere attrattività, non in modo drastico, ma per spostamento progressivo delle risorse verso mercati con normativa più stabile.
Cosa chiedono gli operatori al MIMIT?
InnovUp, Angels4Impact, Angels4Women, BAN, Doorway e IAB hanno presentato una richiesta formale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per il ripristino urgente della detrazione ordinaria al 30%. La richiesta riguarda:
- Il rinnovo dell’agevolazione con nuova notifica alla Commissione europea
- Una proroga pluriennale (preferibilmente almeno cinque anni) per garantire stabilità normativa
- Evitare un ulteriore prolungamento dell’incertezza che pesa sulle decisioni di investimento early stage
Come strutturare un investimento in startup nel 2026 con la sola detrazione al 65%?
Chi vuole investire nel 2026 usufruendo della detrazione al 65% deve seguire una procedura precisa:
- Verificare che la startup sia iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese come startup innovativa
- Verificare che la startup rientri nel limite dei tre anni di iscrizione
- Richiedere al legale rappresentante della startup la presentazione dell’istanza sulla piattaforma MIMIT prima dell’investimento
- Verificare la capienza residua nel plafond de minimis aziendale (300.000 euro nel triennio)
- Ottenere dalla startup la dichiarazione con il codice COR rilasciato dal Registro Nazionale degli Aiuti di Stato entro 30 giorni dal conferimento
- Utilizzare la detrazione in dichiarazione dei redditi (Quadro RP), con eventuale trasformazione dell’eccedenza in credito d’imposta compensabile tramite F24 (Codice Tributo 7076)
Attenzione: il regime de minimis non consente investimenti tramite società veicolo (SPV). Chi opera attraverso club deal strutturati deve valutare soluzioni alternative o l’investimento diretto.
La posizione di Pierpaolo Vannucci Advisors
In Pierpaolo Vannucci Advisors seguiamo questo dossier dall’inizio del 2025, quando il rischio di un vuoto normativo era già evidente. Lo abbiamo segnalato ai nostri clienti con anticipo: la mancata notifica alla Commissione europea avrebbe prodotto effetti concreti sul mercato. Oggi quei numeri sono nei dati del primo trimestre 2026.
Riteniamo che il ripristino della detrazione al 30% non sia una misura di favore per gli investitori, ma una condizione necessaria per sostenere un ecosistema che alloca capitale privato nelle fasi in cui il sistema pubblico, da solo, non riesce ad arrivare.
Per startup e PMI innovative che stanno pianificando un round nel 2026, il quadro operativo richiede una strutturazione più attenta di quanto fosse necessario un anno fa. Siamo disponibili ad analizzare le singole situazioni (verifica requisiti, capienza de minimis, struttura dell’operazione) per costruire la soluzione più solida possibile nell’attuale contesto normativo.
FAQ – Domande frequenti
La detrazione 30% per startup innovative è ancora valida nel 2026?
No. Dal 1° gennaio 2026 la detrazione ordinaria del 30% non è operativa per i nuovi investimenti, salvo nuovo intervento normativo o nuova autorizzazione europea.
La detrazione 65% sostituisce la detrazione 30%?
No. La detrazione 65% è più alta come aliquota, ma ha un perimetro molto più ristretto: solo persone fisiche, massimo 100.000 euro annui e solo startup innovative entro tre anni di iscrizione.
Le PMI innovative hanno incentivi fiscali per gli investitori nel 2026?
Nel quadro descritto dall’articolo, le PMI innovative risultano penalizzate perché non rientrano nel regime de minimis al 65% e non beneficiano più della detrazione ordinaria al 30%.
Si può investire tramite SPV usando la detrazione 65%?
No. Il regime de minimis al 65% non consente investimenti tramite società veicolo o club deal strutturati su SPV.

