Come valutare una startup: metodi e criteri

Valutare una startup: come attribuire un valore a un progetto imprenditoriale ancora privo di storia

La valutazione di una startup rappresenta uno dei passaggi più delicati nel percorso di crescita di un progetto imprenditoriale. Nelle fasi iniziali, infatti, l’impresa spesso non dispone ancora di bilanci storici significativi, non ha validato pienamente il mercato e fonda gran parte del proprio valore su prospettive di sviluppo future.

Nonostante questa incertezza, attribuire un valore alla società diventa necessario quando la startup si confronta con potenziali investitori, poiché consente di individuare una base di partenza per la negoziazione dell’ingresso nel capitale.

L’obiettivo, quindi, è evitare due rischi: da un lato, sovrastimare il progetto sulla base di aspettative non ancora validate; dall’altro, sottovalutarne il potenziale solo perché mancano risultati economici consolidati.

Da questa esigenza nasce la necessità di utilizzare metodi valutativi specifici, capaci di combinare elementi quantitativi e qualitativi e di adattarsi all’incertezza tipica delle imprese nelle prime fasi di sviluppo.

In sintesi: come si valuta una startup?

Valutare una startup significa stimare il valore economico di un progetto imprenditoriale che, spesso, non ha ancora una storia consolidata di ricavi, margini e risultati finanziari.

Per questo motivo, la valutazione non può basarsi solo sui metodi tradizionali utilizzati per imprese mature. Occorre combinare:

  • elementi qualitativi, come team, idea, mercato, brevetti e stadio di sviluppo;
  • elementi quantitativi, come business plan, fabbisogno finanziario, proiezioni economiche e valore atteso in fase di exit;
  • analisi del rischio, soprattutto nelle fasi pre-revenue o early stage.

Il business plan come punto di partenza per la valutazione di una startup

Quando si valuta una startup, il punto di partenza non è quasi mai rappresentato da una serie storica di bilanci o da risultati economici già consolidati.

Il valutatore si confronta, nella maggior parte dei casi, con un progetto imprenditoriale ancora in fase di costruzione: il mercato può non essere stato pienamente testato, il prodotto può trovarsi in uno stadio prototipale e i ricavi possono essere assenti o comunque non ancora significativi.

In questo contesto, il business plan assume un ruolo centrale, perché rappresenta spesso il principale documento attraverso cui ricostruire la traiettoria economico-finanziaria attesa dell’impresa.

Per approfondire il ruolo del business plan nel confronto con potenziali investitori, puoi leggere anche l’articolo Come presentarsi agli investitori: Business Plan, Valore Pre-Money e Startup Pitch.

Tuttavia, proprio perché fondato su ipotesi prospettiche, il piano deve essere letto con un approccio prudenziale: le stime contenute al suo interno riflettono inevitabilmente la visione dell’imprenditore, le sue aspettative di crescita e le assunzioni formulate sul mercato di riferimento.

Per questo, la valutazione di una startup non può essere affrontata con gli stessi criteri utilizzati per un’impresa matura e consolidata: essa richiede un approccio capace di combinare elementi qualitativi con le proiezioni economico-finanziarie contenute nel business plan.

I principali metodi di valutazione per startup

I metodi di valutazione di una startup possono essere distinti in due grandi categorie: metodi qualitativi e metodi quantitativi.

Metodo Tipologia Quando è utile
Berkus Method Qualitativo Startup pre-revenue o con ricavi non significativi
Scorecard Method Qualitativo-comparativo Startup confrontabili con realtà simili già valutate
Risk Factor Summation Method Qualitativo-comparativo Startup early stage con diversi profili di rischio da ponderare
Venture Capital Method Quantitativo Startup che cercano investitori e per cui è possibile stimare un valore futuro di exit

Berkus Method: valutare una startup senza ricavi

Il primo metodo che andremo ad analizzare è il Berkus Method.

La logica alla base di questo processo è quella di una valutazione costruita per somma: si individuano i value driver tipici di un progetto e a ciascuno si attribuisce un valore. La loro somma andrà così a esprimere il valore complessivo della startup.

Esempi di driver da considerare sono:

  • la solidità dell’idea;
  • la qualità e l’esperienza del management;
  • le relazioni strategiche con fornitori o centri di ricerca;
  • l’esistenza di un prototipo o di un prodotto già lanciato;
  • l’eventuale brevetto a protezione dell’idea e lo stadio di sviluppo raggiunto.

Il pregio del metodo è quello di attribuire un valore anche ad aziende prive di ricavi, sulle quali nessun metodo tradizionale avrebbe efficacia.

Il limite, invece, è altrettanto chiaro: la componente soggettiva resta elevata e il giudizio finale è fortemente influenzato dalle conoscenze e dalle competenze del valutatore.

Proprio per questo, il Berkus Method va usato con disciplina, in quanto può portare a valutazioni eccessivamente positive.

Scorecard Method: il confronto con startup comparabili

Una seconda metodologia di stima del valore economico è lo Scorecard Method, un’evoluzione del Berkus Method.

Questo metodo ne condivide la logica per somma, ma introduce, in aggiunta, un confronto con alcune startup comparabili.

Lo Scorecard Method è un metodo che corregge la stima del valore medio di realtà comparabili per ottenere una valutazione pre-money della società oggetto di stima.

Alla base del modello ci sono una serie di driver, come nel Berkus Method, e una serie di pesi di correzione.

Il valutatore, in base all’analisi comparativa, assegnerà a ciascun parametro un punteggio percentuale che sarà:

  • inferiore a 100% se la startup target verrà ritenuta più debole delle comparabili;
  • superiore a 100% se la startup target verrà ritenuta più forte delle comparabili;
  • pari a 100% se non vi saranno differenze significative tra la startup target e le comparabili.

Facendo la sommatoria dei prodotti ottenuti moltiplicando i pesi attribuiti ai diversi parametri per i punteggi assegnati, sarà possibile determinare un indice, inferiore o superiore a 1.

In termini sintetici, l’indice può essere rappresentato con la seguente formula:

Indice = Σ (Ci × Wi)

dove Ci rappresenta il punteggio attribuito a ciascun parametro e Wi rappresenta il peso assegnato a quel parametro.

Una volta determinato l’indice, il valore della startup target può essere stimato applicando la seguente formula:

Valore target = Indice × Valore medio pre-money delle comparabili

Rispetto al Berkus Method, lo Scorecard Method si avvicina maggiormente al mercato reale, ma resta dipendente dalla disponibilità di dati comparabili affidabili.

Anche in questo caso, però, esiste un limite rilevante: se il campione di confronto è debole, poco coerente o non aggiornato, anche la valutazione finale rischia di essere poco rappresentativa.

Risk Factor Summation Method: valutare la startup attraverso i rischi

La terza metodologia di stima è il Risk Factor Summation Method, utile, come i precedenti, per valutazioni pre-money di startup non ancora capaci di generare ricavi.

Questo metodo si fonda su un set più ampio di fattori di rischio rilevanti per la stima delle società pre-revenue, sviluppando un’analisi maggiormente accurata.

Il metodo considera anche rischi legati alla dinamica normativa e politica, al contenzioso, al rischio reputazionale e al rischio internazionale.

La stima trova il suo punto di riferimento nel valore medio pre-money delle startup comparabili e viene compiuta tramite correzioni al rialzo o al ribasso di tale valore, ottenute mettendo a confronto le performance della startup target con quelle delle comparabili in relazione a ciascun fattore di rischio considerato dal modello.

Questo metodo assegna lo stesso peso specifico a ciascun fattore considerato.

L’esperto, attraverso l’analisi comparativa, assegna uno score a ciascun driver, normalmente compreso tra:

  • -2;
  • -1;
  • 0;
  • +1;
  • +2.

A ciascun punteggio corrisponde una decurtazione di valore o una maggiorazione di valore.

Nella prassi originaria del metodo, per ogni punto in più o in meno si aggiungono o si sottraggono 250.000 dollari.

Una volta assegnati i valori correttivi ai diversi driver, la stima della startup target si otterrà aggiungendo al valore medio pre-money delle comparabili la somma algebrica dei valori correttivi.

Il Risk Factor Summation Method è utile perché obbliga il valutatore a ragionare sui principali rischi dell’investimento.

Tuttavia, anche questo approccio richiede attenzione: l’attribuzione degli score resta una valutazione professionale e deve essere supportata da un’analisi coerente del progetto, del mercato e delle comparabili.

Venture Capital Method: valutare la startup partendo dall’exit

Tra i metodi quantitativi utilizzati per la valutazione delle startup, uno dei più diffusi nella prassi è il Venture Capital Method.

L’idea alla base di questo approccio è semplice: l’investitore non valuta soltanto la situazione attuale della società, ma soprattutto il valore che la startup potrebbe raggiungere al momento della futura uscita dall’investimento, ossia in sede di exit.

Le due variabili centrali del metodo sono quindi:

  • il valore atteso della società al momento dell’exit, detto anche Terminal Value o Exit Value;
  • il ritorno atteso dall’investitore, espresso normalmente come multiplo del capitale investito.

In altri termini, con il Venture Capital Method ci si domanda:

  • quanto potrebbe valere la startup tra 5, 6 o 8 anni?
  • quale rendimento deve ottenere l’investitore, considerato il rischio dell’investimento?
  • quale quota deve acquisire oggi per raggiungere quel rendimento atteso?

Per la stima del Terminal Value si possono utilizzare differenti metodologie. Ad esempio, si possono proiettare i ricavi o gli utili futuri della società e applicare un multiplo coerente con società comparabili o con operazioni simili avvenute sul mercato.

Nelle startup più mature si può ragionare anche su multipli di EBITDA o di utile netto; nelle fasi più iniziali, invece, è frequente utilizzare metriche legate ai ricavi, alla crescita attesa o alla dimensione del mercato raggiungibile.

Una volta stimato il valore futuro dell’impresa, questo viene attualizzato sulla base del rendimento richiesto dall’investitore.

La formula di base sarà:

Valutazione post-money = Terminal Value / Multiplo di rendimento atteso

La valutazione così ottenuta rappresenta il valore della società dopo l’ingresso del capitale.

Per ottenere la valutazione pre-money, cioè il valore attribuito alla società prima dell’investimento, è sufficiente sottrarre l’importo investito:

Valutazione pre-money = Valutazione post-money – Investimento

Il Venture Capital Method è quindi particolarmente utile perché collega la valutazione iniziale della startup alla prospettiva di uscita dell’investitore.

Non si concentra solo su quanto vale oggi l’impresa, ma su quanto potrebbe valere in futuro e su quale quota l’investitore deve acquisire oggi per ottenere un rendimento coerente con il rischio assunto.

Naturalmente, il metodo richiede attenzione: piccole variazioni nelle ipotesi di crescita, nei multipli di mercato o nel rendimento atteso possono generare differenze molto significative nella valutazione finale.

Per questo motivo, il Venture Capital Method dovrebbe essere utilizzato non come formula automatica, ma come strumento di ragionamento economico-finanziario, da integrare insieme ad altri metodi qualitativi che considerano invece l’analisi del team, del mercato, del modello di business e della reale capacità di execution della startup.

Quale metodo usare per valutare una startup?

Non esiste un unico metodo corretto per valutare una startup.

La scelta dipende da diversi fattori:

  • fase di sviluppo del progetto;
  • presenza o assenza di ricavi;
  • qualità del business plan;
  • disponibilità di startup comparabili;
  • settore di riferimento;
  • livello di rischio;
  • finalità della valutazione;
  • negoziazione con investitori, finanziatori o partner.

Nelle fasi più iniziali, i metodi qualitativi possono aiutare a valorizzare elementi come team, idea, prototipo, brevetti e relazioni strategiche.

Quando il progetto è più maturo o quando è possibile stimare una futura exit, il Venture Capital Method consente invece di collegare la valutazione alla prospettiva di ritorno dell’investitore.

In ogni caso, la valutazione di una startup dovrebbe essere costruita come un processo, non come il risultato meccanico di una formula.

Pierpaolo Vannucci Advisors: supporto nella valutazione di startup e business plan

Lo studio Pierpaolo Vannucci Advisors è in grado di accompagnare le startup in tutte le fasi di sviluppo del progetto: dalla stesura del business plan fino alla valutazione d’azienda, al fine di determinare un valore da presentare come base di partenza per una futura negoziazione di quote con investitori o finanziatori.

Una valutazione strutturata consente di affrontare il confronto con il mercato finanziario con maggiore consapevolezza, riducendo il rischio di sovrastimare il progetto o di sottovalutarne il potenziale.

FAQ sulla valutazione di una startup

Come si valuta una startup senza ricavi?

Una startup senza ricavi può essere valutata utilizzando metodi qualitativi come il Berkus Method, lo Scorecard Method o il Risk Factor Summation Method. Questi approcci considerano elementi come team, idea, prototipo, brevetti, mercato, relazioni strategiche e principali fattori di rischio.

Qual è la differenza tra valutazione pre-money e post-money?

La valutazione pre-money indica il valore della startup prima dell’ingresso del nuovo capitale.

La valutazione post-money indica invece il valore della società dopo l’investimento. In termini semplici, la valutazione post-money è pari alla valutazione pre-money più il capitale investito.

Perché il business plan è importante nella valutazione di una startup?

Il business plan è importante perché ricostruisce la traiettoria economico-finanziaria attesa dell’impresa.

Per una startup, soprattutto nelle prime fasi, rappresenta spesso il principale documento su cui valutare crescita futura, fabbisogno finanziario, assunzioni di mercato e capacità di execution.

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